MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS. 231/2001

PARTE GENERALE

SOCIETÀ : ALA CONFEZIONI S.R.L.


INDICE

I) PARTE GENERALE

SEZIONE PRIMA

NORMATIVA:IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001

1. Glossario

2. Destinatari

3. La responsabilitàamministrativa delle società

4. Condizioniesimenti della responsabilità amministrativa

5. Lelinee guida di Confindustria

SEZIONE SECONDA

ELEMENTI DELLA GOVERNANCE SOCIETARIA E DELL’ASSETTO ORGANIZZATIVO

GENERALE DELLA SOCIETA’

1. Ala Confezionis.r.l.

2.Governance societaria

3. Assettoorganizzativo

4. Descrizione delle attività e modalità operative

SEZIONE TERZA

IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DI ALA CONFEZIONI S.R..L

1. Finalità del ModelloAla Confezioni s.r.l.

2. Struttura del ModelloAla Confezioni s.r.l.

2.1 La costruzione

2.2 I principi

2.3 Il rapporto con ilcodice etico

2.4 L’adozionee la revisione

SEZIONE QUARTA

L’ORGANISMO DI VIGILANZA

1. Poterie funzioni

2. Requisiti

3. Flussiinformativi

4. Ilbudget

SEZIONE QUINTA

IL SISTEMA DISCIPLINARE E SANZIONATORIO

1. Introduzione

2. Criterigenerali di irrogazione delle sanzioni

3. Violazioni

4. Sanzioni

4.1 Sanzioninei confronti degli apicali

4.2 Collaboratori econsulenti

SEZIONE SESTA

FORMAZIONEE DIFFUSIONE DEL MODELLO

1. Formazione

2. Comunicazione

II) PARTE SPECIALE

INTRODUZIONE

PARTE A)

REATI CONTROLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

1. Descrizione delle fattispecie direati presupposto rilevanti

2. Identificazione delle aree a rischio

3. Destinatari

4. Protocollicomportamentali e procedure di prevenzione

5. Flussi informativiverso l’OdV

PARTE B)

DELITTI INFORMATICI E TRATTAMENTOILLECITO DI DATI

1. Descrizione delle fattispecie direati presupposto rilevanti

2. Identificazionedelle aree a rischio

3. Protocollicomportamentali e procedure di prevenzione

4. Flussi informativiverso l’OdV

PARTE C)

DELITTI CONTROL’INDUSTRIA E IL COMMERCIO

1. Descrizione delle fattispecie direati presupposto rilevanti

2. Identificazione delle aree a rischio

3. Protocollicomportamentali e procedure di prevenzione

4. Flussi informativiverso l’OdV

PARTE D)

REATI SOCIETARI

1. Descrizione delle fattispecie direati presupposto rilevanti

2. Identificazionedelle aree a rischio

3. Destinatari

4. Protocollicomportamentali e procedure di prevenzione

5. Flussi informativiverso l’OdV

PARTE E)

RICETTAZIONE, RICICLAGGIO, IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA’ DI PROVENIENZA ILLECITA,NONCHE’ AUTORICICLAGGIO

1. Descrizione delle fattispecie direati presupposto rilevanti

2. Identificazionedelle aree a rischio

3. Protocollicomportamentali e procedure di prevenzione

4. Flussi informativiverso l’OdV

PARTE F)

OMICIDIO COLPOSO O LESIONI GRAVI O GRAVISSIME COMMESSE CON VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA SULLAVORO

1. Descrizione delle fattispecie direati presupposto rilevanti

2. Identificazionedelle aree a rischio

3. Destinatari

4. Protocollicomportamentali e procedure di prevenzione

5. Flussi informativiverso l’OdV

PARTE G)

REATI AMBIENTALI

1. Descrizione delle fattispecie direati presupposto rilevanti

2. Identificazionedelle aree a rischio

3. Destinatari

4. Protocollicomportamentali e procedure di prevenzione

5. Flussi informativiverso l’OdV

PARTE H)

IMPIEGODI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUISOGGIORNO È IRREGOLARE

1. Descrizione delle fattispecie direati presupposto rilevanti

2. Identificazionedelle aree a rischio

3. Protocollicomportamentali e procedure di prevenzione

4. Flussi informativiverso l’OdV

 

PARTE GENERALE

Sezione prima

***

Normativa: il decreto legislativo n. 231/2001

1. GLOSSARIO

Attività/ area sensibile: Attività o area della Società nell’ambito della quale può verificarsi lacommissione di uno dei Reati Presupposto;

Codice etico: L’insieme dei principi e dei valori perseguiti dalla Società Ala Confezioni s.r.l., che devono essere rispettatisia da dipendenti che dai partners della Società;

Destinatari del Modello: I soggetti di cui al paragrafo 3 del presente Modello, che sono tenuti al rispetto delle prescrizioniin esso previste;

Decreto: DecretoLegislativo 8 giugno 2001, n. 231;

Linee guida: Lelinee guida fornite da Confindustria perla costruzione dei modelli organizzativi;

Modello: Modello di organizzazione, gestione e controllo descritto nel presente documento e nei relativi allegati;

OdV: Organismodi vigilanza previsto dalla sezione IV del presente Modello;

Reati Presupposto:i reati previsti dal Capo I sezione III del DecretoLegislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Artt.24-26);

Soggetti apicali: soggettidotati di autonomo potere decisionale, agendo in nome e perconto dell’ente;

Soggetti sottoposti ad altrui direzione: soggetti sottoposti alla direzione e alla vigilanza dei soggetti apicali;

2. DESTINATARI

Sono destinataridel presente Modello, e come tali si impegnanoa rispettarne il contenuto:

- I soggetti che svolgono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione della Società ovvero di unasua unità organizzativa autonoma (c.d.apicali);

- I soggetti che, seppur sprovvisti di un’investitura formale, di fatto svolgono funzioni digestione e controllo della Società (es. amministratoredi fatto);

- I fornitorie i partners che operano con la Societàin aree c.d. sensibili;

- I soggettisottoposti alla direzione e alla vigilanza dei soggettiapicali (c.d. sottoposti):

- I lavoratori che collaborano con la Società in forza di un contratto di lavoro subordinato, parasubordinato, temporaneo o interinale (collaboratori a progetto, agenti, rappresentanti, …);

- I soggetti esterni alla Società che, tuttavia, operano per conto della stessa (consulenti, periti…);

La società si impegna a fornire ai propri interlocutori, nel momento della stipula di nuovi contratti, il Codice Etico adottato dalla Società (o un suo estratto), e, inoltre, dà notizia dell’esistenza del presente Modello di organizzazione, gestione e controllo, invitando, altresì, i terzi all’osservanza delle disposizionicontenute sia nel Codice etico che nel Modello. In ogni caso inuovi contratti dovranno prevedere appositeclausole che illustrino le responsabilità per la violazione delle disposizioni contenute nel Modello e nel Codice Etico, che contengano l’obbligo di ottemperare alla richiesta di informazioni e/o di documenti provenienti dall’O.d.V., nonché di segnalarea quest’ultimo le violazioni del Modello. La Società comunica formalmente alle parti dei contratti già conclusi, l’adozione del Modello e del Codice Etico, richiedendo espressa dichiarazione di presa visionee accettazione degli stessi.

3. LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ

In esecuzione della delega di cui all’art 11 della L. 29 settembre 2000 n. 300, il legislatore ha emanato il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”. L’introduzione normativa risponde all’esigenza di adeguare la normativa interna a Convezioni internazionali già ratificate dall’Italia. Il riferimento è alla Convenzione di Bruxelles del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità Europee, alla Convenzione di Bruxelles del 26 maggio 1997 sulla lotta alla corruzione nella quale sono coinvolti funzionari della Comunità Europea o degli Stati Membri, alla Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione dei pubblici ufficiali stranierinelle operazioni economiche internazionali. La previsione di una Responsabilità degli enti, va così a superare il principiosocietas delinquere non potest, cheper lungo tempo ha ostacolato la possibilità di prevedere una responsabilità delle persone giuridiche, da accertare in sede penale, e da cumulare con quella personale della persona fisica autrice del Reato Presupposto.

A norma dell’art. 5 del Decreto, l’ente è responsabile qualora un soggetto apicale o un sottoposto alla direzione e al controllo del primo commetta un Reato Presupposto nell’interesse o vantaggio dell’ente.

Quest’ultimo, infatti, non è responsabile qualora l’autore del reato abbia agito esclusivamente nel propriointeresse ovvero in quello di soggetti terzi rispetto alla Società.

Le fattispecie direato rilevanti ai fini del Decreto sono tassative:

- Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico (art. 24);

- Delittiinformatici, trattamento illecito di dati (art. 24-bis);

- Delittidi criminalità organizzata (art. 24-ter);

- Concussione,induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione(art. 25);

- Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo, in strumenti o segni di riconoscimento (art.25-bis);

- Delitticontro l’industria e il commercio (art. 25-bis);

- Reatisocietari (art. 25-ter);

- Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento democratico (art. 25-quater);

- Pratichedi mutilazione degli organi genitali femminili (art.25-quater);

- Delitticontro la personalità individuale (art. 25-quinquies);

- Abusidi mercato (art. 25-sexies);

- Omicidio colposo o lesioni gravi/gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salutee sicurezza sul lavoro (art. 25-septies);

- Ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio (art.25-octies);

- Delittiin materia di violazione del diritto d’autore (art.25-nonies);

- Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art.25-decies);

- Reati ambientali(art. 25-undecies);

- Impiegodi cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art.25-duodecies);

- Razzismoe xenofobia (art. 25-terdecies);

Qualora venga accertata la responsabilità dell’ente, possono essere irrogate le seguenti sanzione (art. 9 delDecreto):

a. Sanzione pecuniaria: È la sanzione che si applica sempre in caso di illecito amministrativo dell’ente, e consiste nel pagamento di una somma di denaro (compresa tra i 10.329,00 e i 1.549.371,00 euro) commisurata alla gravità del fatto, al grado di responsabilità dell’ente, all’attività svolta per eliminare o attenuare conseguenze e per prevenire la commissione di ulteriori illeciti. Inoltre, il giudice valuta le condizioni economiche e patrimoniali dell’ente, al fine di assicurarel’efficacia della sanzione da irrogare.

La sanzione puòessere ridotta a norma dell’art. 12 del Decreto,nel caso in cui:

1. L’autore del reato ha commesso il fatto nel prevalente interesse proprio o di terzi, e l’ente non ha ricavatoalcun vantaggio ovvero ne ha ricavato uno minimo;

2. Ildanno cagionato patrimoniale è di particolare tenuità;

3. Prima dell’apertura del dibattimentol’ente:

- ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reatoovvero si è comunque efficacemente adoperato intal senso;

- ha adottato e reso operativo un modello organizzativo idoneo a prevenire reati della specie diquello verificatosi;

b. Sanzioneinterdittiva: Le sanzioni interdittive previste dal Decreto sono:

1. L’interdizione dall’eserciziodell’attività;

2. Sospensione/revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni, funzionali alla commissione dell’illecito;

3. Il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere prestazioni di un pubblicoservizio;

4. L’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelligià concessi;

5. Ildivieto di pubblicizzare beni o servizi;

Le sanzioni interdittive possono essere comminate, congiuntamente a quelle pecuniarie, solo se espressamente previste dalla fattispecie del reato presupposto e qualora ricorra una delle seguenti condizioni (art.13 del Decreto):

1. l’ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità e il reato è stato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da soggetti sottoposti all’altrui direzione quando, in questo caso, la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative;

2. incaso di reiterazione dell’illecito;

Inoltre, l’art.15 del Decreto prevede che nei casi in cui possa essere applicata la sanzione interdittiva dell’interruzione dell’attività dell’ente, in luogo dell’applicazione dell’interdittiva, è disposta la prosecuzione dell’attività da parte di un commissario giudiziale, per un periodo pari alla sanzione, qualoraalternativamente:

- l’ente svolge un pubblico servizio o un servizio di pubblica necessità e l’interruzione dell’attività puòprovocare un grave pregiudizio alla collettività;

- l’interruzione dell’attività dell’ente può provocare, tenuto conto delle sue dimensioni e delle condizionieconomiche del territorio in cui è situato, rilevantiripercussioni sull’occupazione.

La durata delle sanzioni interdittive è temporanea (da 3 mesi a 2 anni), tuttavia in casiparticolarmente gravi la sanzione può essere applicata invia definitiva a norma dell’art. 16.

Fermo restando l’applicazione della sanzione pecuniaria, l’interdittiva non siapplica quando, prima dell’apertura del dibattimento,l’ente ha congiuntamente (art. 17):

-risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero siè comunque efficacemente adoperato in tal senso;

-eliminato le carenze organizzative che hanno determinato il reato mediante l’adozione e l’attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;

-messoa disposizione il profitto conseguito ai finidella confisca;

c. Confisca: Con la sentenza di condanna è sempre disposta la confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che può essere restituita al danneggiato. Qualora non sia possibilela confisca del prezzo o del profitto, è dispostala confisca di una somma di denaro o di altri beni, perun valore equivalente a quello del profitto o prezzo delreato (art. 19);

d. Pubblicazione della sentenza di condanna: Può essere disposta solo in caso di applicazione di una sanzione interdittiva, e consiste nella pubblicazione della sentenza, per estratto o per intero, nel comunedove l’ente ha la sede principale, a spesedell’ente stesso (art. 18);

4. Condizioni esimenti della responsabilità amministrativa

Gli artt. 6 e 7 del Decreto prevedono delle forme di esonero della responsabilità dell’ente. In particolare l’art. 6 prevede, in caso di commissione del reato presupposto da parte di un soggetto apicale chel’ente venga esonerata se prova che:

a. Sono stati adottati ed efficacemente attuati, prima della commissione del fatto, modelli idonei a prevenire i reatidella specie di quello verificatosi;

b. La verifica del funzionamento,dell’osservanza e dell’aggiornamento del modelloè affidata ad un organismo divigilanza, dotato di autonomi poteri d’iniziativa edi controllo;

c. Ilreato è stato commesso per l’elusione fraudolenta del modelloda parte degli apicali;

d. Non viè stata insufficiente o omessa vigilanza da partedell’OdV; Dunque, affinchévalga l’esimente di responsabilità, il modellodeve essere:

1. Efficace:Dovrà individuare le aree sensibili nel cui ambitopossono essere commessi i reati presupposto (c.d.mappatura delle aree a rischio). A tal finesarà necessario:

- Prevederespecifici protocolli volti a programmarela formazione e l’attuazione delle decisioni dell’ente(procedimentalizzazione del processo decisionale);

- Individuaremodalità di gestione finanziaria idonee a prevenirela commissione di reati (procedimentalizzazionedella gestione delle risorse finanziarie);

- Prevedereobblighi di informazione nei confronti dell’OdV (Flussiinformativi);

- Introdurreun sistema disciplinare idoneo a sanzionarel’inosservanza del modello;

2. Effettivamente attuato: Il contenuto del modello deve trovare applicazione nelle procedure aziendali e nel sistema di controllo interno. A tal fine è prevista una verifica eun aggiornamento periodico del Modello, sia in caso di significative violazioni delle disposizioni ivi contenute, sia in caso di mutamentidella realtà aziendale, nonché di mutamentinormativi in materia.

Qualora l’autore del reato sia un soggetto sottoposto alla vigilanza e al controllo di un apicale, a norma dell’art. 7, l’ente è responsabile se la commissione del reato è stata resa possibile dall’inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza. In ogni caso, è esclusa l’inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza se prima della commissione del reato, l’ente ha adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione,gestione e controllo idoneo a prevenire reatidella specie di quello verificatosi.

L’efficace attuazione del modello richiede una verifica periodica dello stesso, e il suo aggiornamento qualora si riscontrino notevoli violazioni delle disposizioni ivi contenute ovvero modifiche della realtà aziendale. Inoltredeve essere previsto un sistema disciplinareidoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misureindicate nel modello.

Con l’ art. 2, comma 1, L. 30 novembre 2017, n. 179 si è andata a prevedere una procedura per garantire un sicuro canale per segnalare le eventuali violazioni del modello. In particolare il Modello dovrà contenere, a norma delcomma 2-bis dell’art. 6 del Decreto:

a) uno o più canali che permettano agli apicali e ai subordinati di presentare segnalazioni circostanziate di condotte illecite rilevanti ai fini del Decreto e basata su circostanze di fatto precise e concordanti, ovvero di violazioni delle disposizioni contenute nel modello. Il canale garantisce la riservatezza del soggettosegnalante;

b) almeno un canale alternativo volto all’invio, con modalità informatiche, delle segnalazioni in maniera anonima;

c) il divieto di compiere atti di ritorsione o discriminatori nei confronti del segnalante per motivi collegati alla segnalazione;

d) sanzioninei confronti di chi viola le misuredi tutela del segnalante, nonché per il segnalanteche con dolo ocolpa grave effettua una segnalazione infondata.

5. Le linee guida di Confindustria

Il Decreto prevede che ilModello possa essere adottati sulla base di codici dicomportamento redatti dalle associazioni rappresentative degli enti, comunicati al Ministero della giustizia che, di concerto con i Ministeri competenti, può formulare, entro trenta giorni, osservazioni sulla idoneità dei modelli a prevenire ireati. Il 7 marzo 2002 Confindustria ha approvato le “Linee guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231”, aggiornate, da ultimo, a marzo 2014. Le lineeguida di Confindustria prevedono due fasi principale,per la formazione del Modello:

a) ilrisk assessment, cioè l’identificazione dei rischi potenziali, analizzando il contesto aziendale,vengono individuate le aree o i settori di attività nelle quali possono verificarsi astrattamente i reati;

b) la progettazione del sistema di controllo (c.d. protocolli per la programmazione della formazione e attuazione delle decisioni dell’ente), ossia l’analisi del sistema di controllo preventivo esistente e il suo eventualeadeguamento, volto a riportare ad un livello accettabilei rischi individuati; Le componenti di unsistema di controllo preventivo che garantisconol’efficacia del modello sono:

a) ilCodice Etico, che individua i valori aziendaliprimari cui la Società vuole conformarsi;

b) un sistema organizzativo sufficientemente aggiornato, formalizzato e chiaro, soprattutto per quel che attiene le attribuzioni diresponsabilità e la descrizione dei compiti edelle gerarchie interne;

c) I sistemi informativi, cioè procedure manuali o informatiche volte a regolamentare lo svolgimento delle attività,andando a prevedere opportuni strumenti di controllo.

d) I poteri autorizzativi e di firma da assegnare in coerenza con le responsabilità organizzative e gestionali. Occorre definire in maniera chiara ed univoca i soggetti cui vengono affidate la gestionee la responsabilità delle attività a rischio;

e) Le comunicazioni e la formazione del personale che rappresentano i requisiti per il buon funzionamento del modello. Le comunicazioni al personale riguardanoin primis il codice etico e in generale tutto ciò che contribuisca alla trasparenza dell’operato della Società. Sarà sviluppato, inoltre, un programma di formazione adeguato e modulato in base al livello di qualifica dei destinatari;

f) Il sistema di controllo integrato in grado di fornire una tempestiva segnalazione in merito all’esistenza e all’insorgere disituazioni di criticità generale e/o particolare. Gli elementi del sistema di controllo dovranno integrarsi con il sistema dei principi di controllo, in base al quale:

a)“Ogni operazione, transazione, azione deve essere: verificabile, documentata, coerente e congrua”: Per ognioperazione deve essere predisposto un adeguato supporto documentale dal quale si evinca chi ha autorizzato,effettuato, registrato e verificato l’operazione.

b)“Nessuno può gestire in autonomia un intero processo”: Vale il principio della separazione dei poteri,pertanto il soggetto che autorizza l’operazione non potrà essere lo stesso che la esegue o la controlla.

c)“i controlli devono essere documentati”: Deve essere previsto un sistema direporting volto a documentare icontrolli effettuati e i relativi risultati riscontrati.

Sezione seconda

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Elementi del agovernance societaria e del ’assetto organizzativo generale del a società

1. Ala Confezioni s.r.l.

Ala Confezioni s.r.l. da trent’anni leader nel settore della produzione di abiti professionali da lavoro, possiedeuna consolidata ramificazione commerciale su tutto ilterritorio nazionale. Lungimiranza e professionalità sono le basi con cui è stata creata l’anima dell’azienda, con l’obiettivo principale di garantire la massima sicurezza a chi indossa gli abiti confezionati dalla Società.

La completa linea di prodotti, la continua ricerca della tecnica giusta per la produzione degli stessi e il rispetto delle leggi in vigore in materia di sicurezza sul lavoro, permette di offrire quotidianamenterisposte concrete a tutti i partner della Società. L’evoluzione tecnologica, la capacità di cambiamento ed adattabilità verso mercati in continua evoluzione, assicura al cliente un prodotto finito sempre più selettivo e capace di rispondere ad ogni tipo diesigenza, garantendo un rapporto qualità-prezzo imbattibile.

La caparbietà nel garantire ogni singolo aspetto presente nel complesso circuito del mondo del lavoro, è il contributo che Ala Confezioni s.r.l. vuole dare al mercato in cui si afferma quotidianamente conprofessionalità e passione.

La sede legale e operativa della Società (PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) è ubicata in via Valmontone n. 58, 00031, Artena(RM), in cui si svolge tutta l’attività di sviluppo commerciale, progettazione dei campionari, approvvigionamento di materie prime, immagazzinamento e distribuzione dei prodotti finiti. Conformemente a quanto previsto e disciplinato dal d. lgs. 231/2001, la Società ha avviato unprocesso di adeguamento del proprio sistema organizzativo e di controllo interno, adottando formalmente il presente Modello di organizzazione, gestione e controllo.

La Società si impegna a mantenere aggiornato il Modello, nel caso in cui intervengano sia modifichelegislative, sia mutamenti interni alla Società.

2. Governance societaria

Ala Confezioni è una società a responsabilità limitata che può essere amministrata da un consiglio di amministrazioneovvero da un amministratore singolo.

Attualmente la Società è rappresentata da un Amministratore Unico, nella persona del Sig. Bruno Palone, il quale è investito di ogni potere di amministrazione della Società. La rappresentanza della Società spetta all’AmministratoreUnico.

3. Assetto organizzativo

Il capitale sociale è pari a 91.800,00 Euro. I soci si identificano nella persona di Bruno Palone che possiede 45.900,00 Euro di quote di nominali, e di Giuseppe Mangone che possiede 45.900,00 Euro di quote dinominali

4. Descrizione delle attività e modalità operative

L’attività prevalente esercitata dalla Società è la produzione e commercializzazione di capi di abbigliamentoprofessionale, in conformità con le norme antinfortunistiche.

Sezione terza

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Il model o di organizzazione, gestione e control o di Ala Confezioni s.r.l.

1. Finalità del Modello Ala Confezioni s.r.l.

La Società considera la legalità un valore fondamentale da perseguire e orienta la propria attività in base ad essa. A tal fine adotta il presente Modello di organizzazione, gestione e controllo come strumento dicontrasto interno alla criminalità, sensibilizzando gli apicalio i subordinati affinché tengano condotte lecite tali da prevenire il rischio di commissione di qualunque tipo di reato e, in particolare, diquelli contemplati nel Decreto. Scopo del Modello è, dunque, quello di predisporre procedure e attività di controllo volte a fornire un controllo,ex ante ed ex post,finalizzato a ridurre il rischiodella commissione di reati. I principi contenuti in questo Modello dovranno, da un lato, determinare nell’autore del reato la piena consapevolezza dell’antigiuridicità della condotta posta in essere, dall’altro, permettere un tempestivointervento per ostacolare la commissione del reatostesso. Dunque, altra finalità del Modello è quella di creare una consapevolezza in capo ai dipendenti, agli organi sociali, ai consulenti e ai partner, che operino per conto e/o nell’interesse della Società, nell’ambito delle aree di attività a rischio e nei processi strumentali funzionali, di poter incorrere in illecitipenalmente rilevanti per sé stessi e per la Società. Per cui la Società condanna e censura ogni comportamento illecito, mediante l’attività di monitoraggiocostante affidata all’Organismo di Vigilanza.

2. Struttura del Modello Ala Confezioni s.r.l.

Il presente Modello è costituito da una “Parte Generale” e da tante “Parti Speciali” corrispondenti alle diverse fattispecie di Reato Presupposto, ritenute rilevanti per la Società a seguito dell’attività di risk assessment svolta . E’ demandato all’ Amministratore Unico di Ala Confezioni s.r.l., il compito di integrare e implementare il presente Modello, per mezzo di apposite delibere, con ulteriori fattispecie di reato qualora ciò risulti necessario per effetto di mutamenti della realtà societaria, ovvero per modifiche normative.

2.1 La costruzione del Modello

In conformità a quanto esposto nelle Linee Guida di Confindustria, ai fini della costituzionedel presente Modello, si è provveduto a:

- Identificarele aree/attività a rischio mediantela mappatura delle aree di rischio;

- identificare i principi etici e le regole comportamentali per la prevenzione di condotte illecite, anche mediantela diffusione di un Codice Etico;

- predisporre specifici protocolli/ procedure volti all’attivazione dei controlli necessari per la prevenzione dei reati previsti dal Decreto, andando a migliorare il sistema di controllo esistente,adeguandolo ai principi fondamentali in materia di controllo;

- istituire l’Organismo di Vigilanza al quale sono attribuiti specifici poteri di controllo sull’efficace attuazione ed affettiva applicazionedel Modello;

- diffondere e coinvolgere tutti i livelli aziendali nell’attuazione delle regole comportamentalie delle procedure predisposte, diffondendo ilpresente Modello;

- adottare un idoneo sistema sanzionatorio contente le sanzioni da applicare in caso di mancato rispettodelle prescrizioni indicate nel Modello;

2.2 I principi del Modello

La Società nel suo sistema di organizzazione persegue i seguenti principi generali di controllo interno:

a) Norme comportamentali: Adozione di un Codice Etico contenente regole comportamentalia carattere generale;

b) Definizioni di ruoli e responsabilità: La regolamentazione interna assegna ruoli e responsabilità per ogni unità organizzativa a tutti i livelli, descrivendo per ciascuna struttura le attività poste in essere. La suddetta regolamentazione dovrà essere, oltre che messa a disposizione, conosciuta dall’organizzazione;

c) Procedure e norme interne: Regolamentazione delle aree sensibili in modo tale da rendere piùagevole l’identificazione sia delle modalità operativedi svolgimento delle attività sia dei relativi controlli, nonché delle responsabilità del soggetto operante.

 

Dovrà, inoltre, individuarsi un responsabile per ciascuna attività sensibile, solitamente coincidente conil responsabile della gestione dell’area;

d) Attività di controllo e tracciabilità: Tutta la documentazione relativa alle attività sensibili deve riportare la data di compilazione, la presa visione del documento, nonché la firmaleggibile del compilatore o del suo responsabile. Ladocumentazione dovrà essere archiviata in luogo adatto alla conservazione e idoneo a garantire la segretezza dei dati contenuti nella documentazione, oltre che l’impossibilità di modificare ilcontenuto dei documenti, se non con apposita tracciabilità.

L’accesso ai documenti archiviati è consentito esclusivamente ai soggetti autorizzati dalle norme interne, e devein ogni caso essere sempre motivato.

Dalla documentazione dovrà emergere la ricostruzione del processo di adozione degli atti, dei relativi livelli autorizzativi, delle operazioni materiali e di registrazione, nonchédella motivazione edella causale delle scelte effettuate. Il responsabile dell’attività redigereport di monitoraggio contenenti i controlli effettuati e i risultati ottenuti. Laddove sia possibile, è adottata una procedura informatica che garantisca la corretta imputazione di un’operazione (o di un segmento di essa) al soggettoresponsabile, nonché a chi vi abbia partecipato.

2.3 Il rapporto con il codice etico:

I principi ele regole di comportamento contenute nel presente Modellosono integrate e completate da quantoprevisto nel Codice Etico adottato dalla Società. Il Codice Etico è un documento che possiede una portata generale, e contiene l’insieme dei principi di deontologia aziendale fatti propri dalla Società, e sottoposti all’attenzione di tutti i soggettiche cooperano per il raggiungimento dei fini aziendali.

2.L’adozione e la revisione del Modello:

Il comma 1, lettera a), dell’art. 6 del Decreto prevede che il Modello sia un atto di emanazione dell’organo dirigente. Dunque, sarà l’Amministratore Unico, mediante delibera formalead adottare formalmente il Modello. Le modifiche, formali o sostanziali, da effettuare sul Modello avvengono su proposta dell’OdV. I responsabili delle funzioni aziendali potranno, al contrario, sottoporre i loro suggerimenti al presidente del OdV, indicando in forma scritta le motivazioni sottese alla modifica suggerita. Sarà compito dell’Amministratore Unico convocare l’OdV affinché venga vagliata la propostadi modifica. In ogni caso l’ OdV dovrà segnalare in forma scritta all’Amministratore Unico eventuali fatti che facciano emergere la necessità di modificare o aggiornare il Modello. L’amministratoreUnico adotterà le delibere di sua competenza, cheritiene necessarie. L’attuazione delle prescrizioni contenute all’interno del Modello, non è di esclusiva competenza dell’organo amministrativo, ma anche degli organi di Direzione aziendale, nonché deiDestinatari del Modello.


Sezione quarta

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L’organismo di vigilanza

1. Poteri e funzioni

L’organismo di vigilanza, di seguito OdV, è un organismo interno all’ente dotato di autonomi poteri diiniziativa e controllo sul funzionamento del Modello adottatodalla Società.

Le funzioniprincipali dell’OdV sono:

- Vigilaresull’osservanza del Modello da parte di tutti iDestinatari;

- Verificare l’effettiva efficacia del Modello in relazione alla capacità di prevenire i Reati Presupposto previstidal Decreto;

- Verificarel’effettiva diffusione ed attuazione del Modelloe dei principi contenuti del Codice Etico;

- Verificare costantemente il Modello, eventualmente per aggiornarlo, laddove si riscontrino esigenze di adeguamento;

- Gestirei flussi informativi (Si veda il parag. 3della presente Sezione);

- Svolgereattività di reporting delle attività effettuatenei confronti dell’Amministratore Unico;

- Verificare l’attuazione dei protocolli/procedure previsti dal Modello, effettuando controlli anche a sorpresanelle aree/operazioni sensibili;

- Collaborare con la direzione aziendale competente per la programmazione di un piano di formazione per favorire la conoscenza del Modello, differenziando ruoli e responsabilità dei destinatari;

- Istituire specifici canali informativi “dedicati” (casella di posta elettronica), per facilitare il flussodi segnalazioni ed informazioni verso l’organismo;

- Raccogliere, elaborare, conservare e aggiornare ogni informazione rilevante ai fini dell’osservanza del Modello; Per l’eserciziodelle sue funzioni, l’ Odv è dotatodi specifici poteri che lo autorizzano a:

- Accedere in maniera libera, e senza preventive autorizzazioni, a qualsiasi documento aziendale rilevante per lefunzioni svolte dall’ Odv;

- Richiedere ai responsabili delle Direzioni aziendali, e in generale a tutti i destinatari, di fornire tempestive informazioni, dati, notizie, per permettere l’individuazione di aspetti connessi all’ attività aziendale;

- Ricorrere a consulenti esterni nei casi in cui ciò si renda necessario per l’attività di verifica e controllo, ovvero di aggiornamento del Modello, utilizzando ilbudget a disposizione (si veda il parag. 4della presente Sezione). Si rimanda al Regolamento dell’OdV, allegato al presente Modello, per una più dettagliata descrizione delle funzioni edei poteri dell’OdV.

2. Requisiti

L’ OdV per poter svolgere in maniera adeguata le sue funzioni deve rispettare i seguenti requisiti:

a) autonomia e indipendenza: Così come esplicitato dalle Linee Guida di Confindustria, la posizione dell’OdV deve essere esente da qualsiasi forma di condizionamento proveniente da altri organi societari. Dunque, l’OdV è inserito, a livello gerarchico, al più elevato grado possibile. Inoltreper poter garantire l’indipendenza dell’Organismo ènecessario che non gli vengano assegnati compiti operativi, ossia qualsivoglia attività che si possa ripercuotere su aspettistrategici e finanziari;

b) professionalità: è da riferire alle competenze tecniche e specialistiche di cui devono essere dotati tutti i membri dell’OdV. In particolare l’OdV nel suo complesso dovrà avere specifiche conoscenze in materia di attività ispettiva, analisi dei sistemi di controllo, nonché giuridica (in particolare nell’ambito penale e societario). Dunque, è indispensabile la conoscenza delle tecniche di analisi e valutazione dei rischi, delflow charting di procedure e processi, delle metodologie per l’individuazione di frodi, del campionamento statistico e della struttura edelle modalità di possibile realizzazione dei reati;

c) continuità di azione: l’Odv per garantire l’efficacia del Modello dedica la propria attività esclusivamente alla vigilanza del Modello.

Ala Confezioni s.r.l. ha optato per l’adozione di un OdV in composizione collegiale, costituito da 2 componenti, nominati dall’Amministratore Unico, da individuarsi in soggetti esterniall’organizzazione societaria, come meglio indicatonel Regolamento dell’OdV. L’OdV riferisce esclusivamenteall’ Amministratore Unico per quanto di sua competenza. Si fa rinvio al Regolamento dell’Odv, allegato al presente Modello, per quel che riguarda le modalità di nomina, revoca, durata e cessazione dei membri dell’OdV, nonché per i requisiti di eleggibilità, indipendenza eprofessionalità dello stesso.

3. Flussi informativi

I flussi informativi riguardano tutte le informazionie i documenti che devono essere messi a conoscenza dell’OdV, secondo quanto previsto dai protocolli adottati e nelle Parti Speciali del presente Modello. Infatti, l’attività dell’OdV è efficace qualora sia supportata da un sistema informativo adeguato, che permetta, anche mediante segnalazioni da parte dei Destinatari, di portare a conoscenza dell’OdVcondotte o eventi in contrasto con le disposizioni del Modello.

Dunque, l’OdV deveessere sempre informato, in maniera tempestiva, nei seguenticasi:

- conclusione delle verifiche ispettive, disposte dalle funzioni di controllo interno, da cui risultano eventualiresponsabilità per i reati di cui al Decreto;

- pratiche in contrasto con le norme di comportamento prescritte dal Codice Etico e dalpresente Modello;

- condotte chepossono determinare una violazione del modello;

-relativamente all’attuazione del sistema disciplinare, dei procedimenti disciplinari conclusi e delle eventualisanzioni irrogate;

- provvedimenti e/o notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria, o da altra autorità, dai quali emerga lo stato dell’indagine nei confronti della Società o del legale rappresentante per i reati presuppostodi cui al Decreto;

- richiestadi assistenza legale inoltrata dai dirigenti e/o daidipendenti nei confronti dei quali si staprocedendo penalmente per i reati di cui al Decreto;

- segnalazioni di incidenti che potrebbero provocare lesioni ai dipendenti o collaboratoripresenti nel luogo di lavoro della Società; la segnalazione dovrà pervenire tempestivamente anche all’RSPP;

- segnalazione di infortuni gravi (omicidio colposo, lesioni colpose gravi o gravissime, infortuni con prognosi superiore ai 20 giorni); la segnalazione dovrà pervenire tempestivamenteanche all’ RSPP;

Come precedentemente accennato, tutti i dipendenti e i membri degli organi sociali concorrono a determinare l’efficacia del Modello segnalando i fatti che integrano o potrebbero integrare violazione del Modello o delle procedure. A tal fine è istituito un canale di comunicazione diretto tra i Destinatari e l’Odv, mediante l’apertura di una casella di posta (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) per l’invio di tutte le eventuali segnalazioni. La modalità suddetta garantisce la riservatezza del segnalante, in modo da scongiurare atteggiamenti ritorsivi e discriminatori nei confronti del segnalante. In particolare gli obblighi di segnalazione rientrano nel più ampio dovere di diligenza ed obbligo di fedeltà del prestatore di lavoro a norma degli art. 2104 e 2015 c.c. Dunque, l’eventuale segnalazione di un prestatore di lavoro non potrà mai dar luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari. Al contrario, qualora il segnalante abbia inviato una segnalazione meramente calunniosa, potrà essere sottoposto aduna misura disciplinare. Delle segnalazioni ricevute l’OdV effettuerà, autonomamente, una valutazione, e qualora lo ritenga opportuno potrà convocare sia il segnalante che il presunto autore della violazione, in modo da potercompiere i dovuti accertamenti e indagini. Per quel che attiene le comunicazioni periodiche, i responsabili delle funzioni interessate dalle attività a rischio comunicano all’OdV, con cadenza almeno semestrale, e in ogni caso tempestivamente, al verificarsi di situazioni critiche, lo stato di attuazione dei protocolli di prevenzione dei reati nelle aree sensibili di loro competenza, nonché eventuali proposte di modifica di determinati protocolli, qualora siano motivate. Inoltre, i responsabili dovranno fornire all’OdV tutte le informazioni utili a garantire un’informazione efficace ai fini dell’attività di vigilanza. Così dovranno inviare, a titolo meramente esemplificativo: decisioni in materiadi finanziamenti pubblici; copia del documento dei rischi. Inoltre devono essere portate a conoscenza dell’OdV tutte le anomalie e/o atipicità riscontrate nell’ambito delle informazioni disponibili, come, ad esempio, operazioni di smaltimento di rifiuti tossici, punti di criticità emersi dareport redatti da responsabili di altre funzioni,e qualsiasi informazione che possa concorrereall’efficace attuazione del modello.

4. Il budget

Per poter garantire l’autonomia e indipendenza dell’OdV, viene previsto unbudget annuale che è preventivamentedeliberato dall’ Amministratore Unico. L’OdV dispone delbudget in piena autonomia, fermo restando l’obbligo di rendiconto annuale delle spese effettuate, nonché quello di motivare il preventivo delbudget necessario per l’anno successivo.

Sezione quinta

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Il sistema disciplinare e sanzionatorio


1. Introduzione

L’efficace attuazione del Modello dipende anche dall’adozione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare ilmancato rispetto delle disposizioni indicate nel MOG. A tal fine Ala Confezioni s.r.l. si impegna ai sensi dell’art. 7 della Legge 300/1970 (c.d. Statuto dei Lavoratori), a rendere conoscibile il codice sanzionatorio contenuto nel Modello, per tutti i Destinatari. Le regole di condotta imposte dal Modello, infatti, sono assunte dalla Società in totale autonomia, e, pertanto, conformemente ai principi di tempestività ed immediatezza, il procedimento di irrogazione della sanzione disciplinare non dovrà attendere l’esito dell’eventuale giudizio instauratodavanti all’Autorità Giudiziaria. Nella descrizione del regime sanzionatorio, non ci si potrà discostare dalle norme contenute nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del settore terziario, applicabile ai dipendenti della Società. Dunque, il presente sistema disciplinare integra, per quanto non previsto e limitatamente alle fattispecie contemplate, il CCNL di categoria, impegnandosi la Società a rispettaresia le disposizioni di legge che quelle pattizievigenti in materia.

2. Criteri generali di irrogazione delle sanzioni

Il sistema sanzionatorio è ispirato dai principi di trasparenza ed equità dei processi di accertamento delle violazioni, e garantisce il diritto di difesa del soggetto sottoposto al procedimento, nonchétempestività ed immediatezza nell’applicazionedella sanzione. Dovendo la sanzione da irrogare rispettare i principi di gradualità e proporzionalità, la tipologia e l’entità della sanzionesaranno determinate in base a:

- L’intenzionalità della condotta postain essere in violazione del Modello;

- La negligenza, imprudenza e imperizia dimostrate dall’autore in sede di commissione della violazione, anche inriferimento alla prevedibilità dell’evento;

- La rilevanza ele eventuali conseguenze della violazione;

- La posizione gerarchica dell’autoredell’illecito nell’organizzazione societaria;

- Le eventuali circostanze aggravanti e/o attenuanti che vengano in rilievo per la condotta tenuta dall’autoredella violazione;

- Ilconcorso di più Destinatari nella commissione dell’infrazione;

L’iter di contestazione dell’infrazione varia a seconda della categoria di Destinatario, come meglioè specificato all’interno dei CCNL. In ogni caso il procedimento di accertamento dell’infrazione e l’irrogazione della relativa eventuale sanzione, spetterà alla Direzione aziendale di competenza, previo assenso dell’organo apicale preposto.L’OdV è sempre informato dello stato dei procedimenti. Gravando su ciascun Destinatario del Modello il dovere di segnalazione, ogni violazione del Modello o delle procedure dovrà essere immediatamente comunicata, in forma scritta, all’OdV che valuterà la sussistenza della violazione stessa. L’OdV identifica la fonte della segnalazione e procede all’accertamento raccogliendo le relative informazioni con modalità che assicurino la segretezza del segnalante. Accertata la violazione, l’OdV ne dà comunicazione immediata al titolare del potere disciplinare che darà avvio al procedimento di sua competenza (contestazione dell’infrazione e eventuale irrogazione della sanzione). L’OdV sarà tempestivamente informato di eventuali provvedimenti di archiviazionerelativi ai procedimenti disciplinari attivati.

3. Violazioni

Per poter comportare l’irrogazione di una sanzione, le violazioni poste in essere devono avere una certa entità. A titolo meramente esemplificativo, le violazioni che comportano l’applicazione di una sanzionesono:

- Ilmancato rispetto dei principi e delle disposizionicontenute nel Modello e nei Protocolli;

- La mancata o mendace attività di documentazione, conservazione e controllo degli atti relativi ai Protocolli;

- Le violazioni e/o elusioni del sistema di controllo, poste in essere mediante sottrazione, distruzione della documentazione prevista dai Protocolli ovvero ostacolando l’attività di controllo, nonché di accesso alle informazioni e/o alla documentazione, posta in essere dagli organi preposti e/odell’OdV.

4. Sanzioni

La commissione di violazioni viene sanzionata con provvedimenti disciplinari proporzionali alla gravità delle infrazioni poste in essere. Qualora i soggetti destinatari di un provvedimento disciplinare siano muniti di procura con potere di rappresentanza esterna, l’irrogazione di una sanzione puòcomportare anche la revoca della procura.

I provvedimentidisciplinari che possono essere irrogati sono:

a) Biasimo verbale: da comminarsi nei casi di violazione colposa di lieve entità dei principi di comportamento e/odei protocolli previsti dal Modello;

b) Biasimo scritto: da comminarsi nei casi di recidiva per le violazioni di cui alla lettera precedente, ovvero nei casi di infrazioni più gravi e da cumularsi con le sanzioni che seguono;

c) Multa: da comminarsi, oltre che nei casi in cui è applicato un biasimo scritto, nei casi in cui per il livello di responsabilità (gerarchico o tecnico) ovvero in presenza di circostanze aggravanti, la condotta colposa possa inficiare, sia pur potenzialmente, l’efficacia del Modello;

d) Sospensione dalla retribuzione e dal servizio: può essere comminata per un periodo massimo di 10 giorni,nei casi di gravi violazioni dei principi dicomportamento e/o dei Protocolli, tali per cui la Società viene esposta a responsabilità dei confronti di terzi. La sanzione potrà essere applicata anche nei casi di recidiva delle infrazioni rilevanti per l’applicazione della multa. Infine, qualora in presenza di condotte recidive reiterate, venga applicata più volte il provvedimento di sospensione, il lavoratore può incorrere nella sanzione di cui sotto (lett. e);

e) Licenziamento senza preavviso: da comminare in presenza di condotte talmente gravi da far venir meno il rapporto fiduciario con la società, e da impedire la prosecuzione dei rapporti di lavoro. La società potrà in questi casi disporre in via cautelare la sospensione del lavoratore con effetto immediato, e qualora decida di procedere al licenziamento lo stesso avrà effetto dal giorno in cui ha avuto inizio la sospensione cautelare. A titolo meramente esemplificativo, i casi che possonocomportare il provvedimento di licenziamento senza preavvisosono:

- La violazione e/o elusione fraudolenta dei principi di comportamento e/o Protocolli aventi rilevanza esterna, realizzata con una condotta volta alla commissione di un reato presupposto previsto dalDecreto;

- Le violazioni e/o elusioni del sistema di controllo, poste in essere mediante sottrazione, distruzione della documentazione prevista dai Protocolli ovvero ostacolando l’attività di controllo, nonché di accesso alle informazioni e/o alla documentazione, posta in essere dagli organi preposti e/odell’OdV;

- Il danneggiamento volontario, o la messa fuori opera, di dispositivi antinfortunistici e/o di videosorveglianza aziendale;

4.1 Sanzioni nei confronti dei vertici aziendali

Il Modello potrebbe essere violato anche da parte dell’Amministratore Unico ovvero da un Responsabile diFunzione Nel caso di violazioni da parte dell’Amministratore Unico, l’OdV ne darà comunicazione all’assemblea dei soci i quali provvederannoad assumere opportune iniziative per l’adozione delle misure previste dalla legge. Qualora sia un Responsabile di Funzione a violare il Modello, l’OdV informerà l’Amministratore Unico, affinché adotti gli opportuni provvedimenti, tra cui la convocazionedell’assemblea dei soci. In entrambi i casi,a seconda della gravità della violazionee conformemente a quanto delibe-rato dal CdA, sentite le osservazioni dell’OdV, potranno essere applicate misure di tutela pre-viste dalla normativa vigente,ivi compresa la revoca dell’incarico.

4.2 Collaboratori e consulenti

Qualsiasi condotta posta in essere dai collaboratori esterni (consulenti, lavoratori a progetto, agenti…) o dalle controparti contrattuali, in violazione delle prescrizioni contenute nel Codice Etico e nel Modello, potrà determinare, a seconda di quanto disposto dalle specifiche clausole contrattuali, la risoluzione del rapporto contrattuale ovvero l’esercizio del diritto di recesso. In ogni caso,è facoltà della Società richiedere un risarcimentoper i danni subiti.


Sezione sesta

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Formazione e diffusione del model o

1. Formazione

Il programma di formazione dei Destinatari del Modello è uno strumento imprescindibile per l’efficaceattuazione dello stesso. Il compito di far conoscere e di divulgare il Modello spetta ai responsabili di ciascuna funzione apicale, sotto la verifica costante dell’Amministratore Unico. L’OdV verifica la corretta diffusione e applicazionedel modello, nonché la cura del programma diformazione del personale. Affinché unprogramma di formazione sia efficace, devonoessere rispettati i seguenti requisiti:

- Differenziazione del programma rispetto alla posizione ricoperta dai soggetti all’interno dell’organizzazione;

- Differenziazionedei contenuti in base all’attività svolta dal soggetto;

- Periodicità dell’attività formativa a seconda della capacità di apprendimento dei dipendenti e al grado di impegnodei responsabili;

- Competenza ed autorevolezza dei relatori, al fine di assicurare un’elevata qualità della formazione;

- Obbligatorietà della partecipazione ai programmi, con conseguente monitoraggio delle presenze delpersonale;

- Verifica del livellodi apprendimento dei partecipanti.

L’obiettivo perseguito dai programmi di formazione è, dunque, quello di consentire per ciascun livellodell’organizzazione la conoscenza di:

- Precetti contenuti nel Decreto in materia di responsabilità amministrativa degli enti, di reati presupposto edelle relative sanzioni;

- Principigenerali e protocolli previsti dal Decreto;

- Principidi comportamento previsti dal Codice Etico;

- Sistema disciplinare;

- Poterie funzioni dell’OdV;

- Sistema direporting interno riguardante l’OdV

2. Comunicazione

La Società conformemente a quanto previsto dal Decreto e dalle Linee Guida si impegna a pubblicizzare adeguatamente il presente Modello, affinché il personale venga a conoscenza di tutti i suoielementi. Tale comunicazione del Modello dovrà essere capillare, chiara, dettagliata, aggiornata periodicamente, nonché efficace.In merito a tale ultimo requisito, la comunicazione dovrà:

- Esseresufficientemente dettagliata in relazione al livellogerarchico di destinazione;

- Avere dei canali di comunicazione appropriati e facilmente accessibili ai destinatari delle comunicazioni(casella di posta, sito aziendale…);

- Esseredi qualità (comprende tutte le informazioni), tempestiva,aggiornata e accessibile.